Vieni sul FORUM!Vieni sul FORUM!

10 ACQUA PUBBLICA

 

Rivalutazione dell’ acqua come bene pubblico. Acqua pubblica gratis giornaliera per le famiglie disagiate. Incremento del sistema di erogatori pubblici di acqua minerale. Studio di un impianto di recupero delle acque nere per tutti gli usi non legati all’ igiene all’ alimentazione e alla zootecnia. Monitoraggio delle falde acquifere locali. Creazione di canali telematici per la divulgazione dei dati relativi alla risorse idriche. Promozione di colture agricole a basso consumo idrico. Il diritto all’acqua potabile è un diritto umano essenziale fondamentale per il pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani, come sancito dalla Risoluzione ONU nr. 64/2010. L’acqua è un bene comune, una risorsa rinnovabile, indispensabile per la vita dell'ecosistema e di tutti gli esseri viventi. Per questo tutte le acque superficiali e sotterranee devono essere totalmente pubbliche e non mercificabili ed essa deve costituire una risorsa che va salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà. Qualsiasi uso delle acque va effettuato salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale.

 

UN BENE PUBBLICO

Perché la necessita che l’acqua torni ad essere un bene comune pubblico?

Sino al 2002, in Umbria le acque venivano gestite in maniera frammentaria da varie realtà (diverse società a partecipazione pubblico-privato o direttamente dai comuni), da allora recependo le direttive della Legge 05.01.1994 n°36 e della Legge Regione Umbria 05.12.1997 n°43, il territorio regionale è stato suddiviso in tre aree, chiamate Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), ai Comuni e alle Province ricompresi in ciascun Ambito Territoriale Ottimale, la norma ha attribuito il compito oltre che di organizzare il Servizio Idrico Integrato anche di costituire le Autorità di Ambito, soggetti dotati di personalità giuridica pubblica in forma consortile con funzioni di programmazione, organizzazione e controllo sull’attività di gestione del servizio. Si è dunque assistito alla riarticolazione e l’aggregazione delle società preesistenti per valorizzarne il patrimonio e l’esperienza maturata, e, in una fase successiva, la costituzione di una società pubblico-privata con vincolo di partecipazione da parte degli enti pubblici in misura non inferiore al 51%. Il 14 dicembre 2002, per effetto di questi processi di aggregazione dei gestori già esistenti nel territorio, è nata Umbra Acque S.p.A., e dal 01 gennaio 2003 è stata chiamata dall’Autorità di Ambito n°1 a gestire il Servizio Idrico integrato nei 38 comuni ricadenti nell’A.T.O. Umbria n°1, tra cui quello di Bastia Umbra

Oltre che contravvenire al principio per cui mercificare e lucrare su un bene comune che dovrebbe essere garantito a tutti gratuitamente è eticamente sbagliato, abbiamo anche assistito in questi ultimi 12 anni in un continuo aumento dei costi per gli utenti combinata ad una mala gestione del sistema idrico infatti secondo un’indagine fatta da Federconsumatori, l’Umbria si piazza in seconda posizione tra le regioni italiane in cui la “bolletta dell’acqua è più cara” appena dietro alla Toscana con un prezzo medio pagato dagli utenti per 200 m3 di 394,37 Euro più del doppio di quello che pagano per la stessa quantità d’acqua i cittadini della Lombardia o quelli del Molise, e naturalmente Bastia non esce da questa media. Se si pensa che quasi il 16% delle nostre bollette sono state composte da costi di remunerazione del capitale investito (illegali secondo alla sentenza della Corte Costituzionale dopo la vittoria dei referendum del 2011), ma che gli utenti hanno continuato a pagare a meno che lo avessero richiesto direttamente. Ma è normale che un’azienda privata con scopo di lucro cerchi di ottenere dalla propria attività il massimo utile, e metta tra i costi che dovranno sostenere i cittadini anche il loro guadagno. Tuttavia torno a ribadire il concetto che l’acqua non è un bene come un altro, anzi il diritto alla sua accessibilità deve essere un fondamento di ogni uomo e donna su questo mondo, distaccare un utente da questo bene per qualsiasi motivo non può e non dovrà essere mai accettato.

50 LITRI GIORNALIERI E POLITICA DEL RISPARMIO IDRICO

Lo sviluppo di un sistema di tariffazione equo e solidale dell’acqua è fondamentale per garantire il diritto all’accesso all’acqua potabile a tutti i cittadini, per questo trovo sia utile sviluppare una tariffazione che tenga conto delle fasce di reddito, con la garanzia di un minimo vitale di 50 litri di acqua potabile al giorno

gratuito per ogni individuo in ultima fascia, e la gestione progressiva delle tariffe sviluppata in funzione del reddito e che tenga anche conto del criterio chi più consuma (sprechi) più paghi. Sviluppo di una politica di lotta agli sprechi e alla mala gestione delle risorse idriche; naturalmente per rendere i concetti fino ad ora descritti, validi e soprattutto attuabili, è necessario anche istituire un ampio sviluppo di politiche di lotta agli sprechi e alla mala gestione delle risorse idriche che vada affiancato ad una politica premiante di quei soggetti (singoli cittadini, aziende o ente pubblici) che si distinguono per qualità dei consumi e gestione delle acque.

EROGATORI

Incremento del sistema di erogatori pubblici di acqua minerale.

E’ sotto gli occhi di tutti quelli che passano in piazza del mercato (e a qualunque ora) della fortuna che ha riscosso il distributore automatico di acqua minerale da rete, quindi non possiamo che promuovere l’incremento di altri punti di erogazione, il suo uso infatti oltre ad essere economico per l’utente e aiutare alla socializzazione della comunità, risulta anche essere un ottimo strumento ecologico che può abbattere sensibilmente l’inquinamento provocato dall’enorme quantità di bottiglie in plastica che verrebbero usate per ottenere lo stesso servizio.

ACQUE NERE

Sviluppo di un sistema di recupero delle acque nere, opportunamente depurate , per tutti quegli usi non legati all’igiene, all’alimentazione, all’agricoltura o alla zootecnia.

Se dicessimo agli abitanti di tanti luoghi del mondo dove l’accesso a l’acqua potabile e molto limitata, che noi eliminiamo i nostri rifiuti corporei, o laviamo le nostre automobili con della buonissima acqua potabile, ci prenderebbero quantomeno per dei grandi spreconi. Questa premessa per dare l’idea di quanto poco in realtà, nella nostra società, abbiamo il senso della misura. L’acqua potabile è un bene da tutelare, valorizzare e rispettare ed è in quest’ottica che prende visione l’idea di sviluppare una rete idrica parallela a quella delle acque bianche, che renda possibile il riutilizzo di parte delle acque nere opportunatamente depurate e bonificate, per tutti quelle attività in cui non è necessaria l’uso di acqua potabile ( si pensi allo scarico dei water, agli autolavaggi, all’acqua utilizzata nei vari processi industriali, ecc…). Oltre ad essere un sistema altamente premiante dal punto di vista ecologico e della sostenibilità delle risorse, a lungo termine risulterebbe essere anche uno strumento molto economico per la cittadinanza. Naturalmente, per ovvi motivi tecnici e di costi, questo sistema di recupero delle acque non potrà essere introdotto da subito in tutte le abitazioni della comunità bastiola, ma iniziando a richiederlo come elemento obbligatorio negli edifici di nuova costruzione, nelle strutture pubbliche e magari incentivandolo nelle realtà produttive come investimento a lungo termine (un metro cubo di acqua nera non potrà mai costare come la stessa quantità di acqua potabile) inizieremo ad avere un sistema idrico parallelo che porterà Bastia Umbra ad essere, tra alcuni anni, una realtà leader in questo settore, che presto o tardi dovrà essere attuato da tutte le realtà urbane italiane.

MONITORAGGIO

Il nostro territorio negli ultimi anni ha subito pesantissimi danni legati all’inquinamento delle risorse idriche, sia di superficie che di falda. Ad oggi, ancora il nostro territorio risulta essere contaminato da sostanze organiche e alogenate, che all’insaputa dei proprietari di pozzi privati o degli agricoltori che attingono alle acque superficiali, possono risultare estremamente tossiche e quindi nocive per la salute umana se usati per usi zootecnici, agricoli o peggio ancora igienici e alimentari. Il più stretto monitoraggio, quindi, oltre ad essere un ottimo strumento di informazione e di tutela dei cittadini, può anche essere utilizzato come mezzo per poter risalire più facilmente ai colpevoli di questi atti; riapertura dell’indagine sull’inquinamento della falda Assisi-Bastia.

ACQUA ON-LINE

Creazione di un sito web, gestito direttamente dal comune, dove sarà possibile accedere a tutta una serie di dati relativi alla “risorsa acqua”. Quindi dati dei monitoraggi, qualità delle acque di superficie, qualità di acque di falda, dati delle analisi chimico fisico e batteriologiche delle acque della rete idrica per punti di monitoraggio, vari incentivi e bandi per imprese e privati, ma anche un forum pubblico dove i cittadini potranno dire la loro su questo delicato tema, ecc… ecc… creando così un filo diretto tra acqua “risorsa comune”, cittadini e amministrazione.

AGRICOLTURA

Politiche all’incentivazione e alla promozione dell’agricoltura biologica e all’uso di sistemi di irrigazione alternativi a quelli convenzionali

Un aspetto fondamentale se vogliamo parlare di tutela dell’acqua pubblica è quello che riguarda l’agricoltura. L’enorme utilizzo di grandi quantità di acqua, che sono necessarie per alcuni tipi di colture condotte con sistemi di irrigazione convenzionali, unito a pratiche dove l’impiego massiccio di sostanze chimiche tossiche o organiche altamente inquinanti è tutt’altro che evento raro, è necessario introdurre una forte politica di sensibilizzazione e di indirizzo a pratiche biosostenibili. Tra queste la scelta di colture che meno necessitano di grandi quantità di acqua, l’implementazione di sistemi di irrigazione a goccia (in grado di far risparmiare quantità enormi di acqua), il passaggio ad una agricoltura biologica, più remunerativa e al contempo rispettosa dell’ambiente.

Go to top